de: Cammini Costa dei Trabocchi

Tra terra e mare

Anello tra mare e colline di Francavilla al Mare

Francavilla al Mare


A Piedi Difficoltà Bassa 100m 100m 2:30h 7.50km

Francavilla al Mare è conosciuta prevalentemente per le sue lunghe spiagge sabbiose, e per un personaggio di grande rilievo storico, Francesco Paolo Michetti, uno dei maggiori esponenti del movimento pittorico verista italiano della fine dell’Ottocento.

Il Sentiero 381, denominato “Tra terra e mare”, vi porterà a scoprire anche il lato più antico e nascosto

di Francavilla al Mare, una storia leggibile direttamente nel paesaggio più che nei libri.

Un itinerario tra cultura e natura, tra mare e collina, un racconto a 360° di questo lembo d’Abruzzo a nord della Costa dei Trabocchi.

 

Una storia che parte da lontano

Tra l’odierno lungomare e le retrostanti aree coltive, è possibile leggere la storia geologica di questo territorio attraverso dei bellissimi affioramenti di arenaria, testimonianza di antiche spiagge fossili oggi sollevate rispetto il livello del mare.

L’arenaria è una roccia sedimentaria composta da granuli di sabbia stratificati e cementati da minerali di varia natura, in funzione dei tipi di rocce presenti nel circondario.

La sua formazione parte dalla rottura e l’erosione di rocce preesistenti da parte di agenti atmosferici. I materiali erosi vengono trasportati dall’azione del vento e dell’acqua per poi depositarsi nelle aree di Avanfossa non troppo profonde, ovvero vecchi mari che sommergevano le aree terrestri ai piedi di catene montuose o alte colline.

Durante il processo di trasporto, i frammenti di roccia si sbriciolano e si frammentano ulteriormente in particelle di dimensioni variabili, inclusi i granuli di sabbia, composti principalmente da silice e quarzo.

Con il passare del tempo, i sedimenti sabbiosi vengono gradualmente seppelliti sotto strati di sedimenti sovrastanti. La pressione degli strati superiori e l’acqua presente tra i granuli di sabbia contribuiscono alla compattazione dei sedimenti. Nel corso di milioni di anni, la compattazione continua e i minerali disciolti nell’acqua infiltrata nei pori dei sedimenti e si depositano, cementando i granuli di sabbia insieme conferendole durezza e resistenza.

Gli strati di arenaria sono spesso ricchi di fossili che consentono di datare con esattezza quando gli strati si sono formati, che nella costa abruzzese generalmente risalgono al periodo Plio-Pleistocenico ( 5 – 0,2 milioni di anni fa).

 

La storia del borgo antico

Situato su di una collina che domina la costa, il borgo di Francavilla al Mare conserva ancora molte tracce della sua storia medievale e rinascimentale.

Nel medioevo era per lo più popolato da contadini e pescatori con una florida attività commerciale.

Il borgo fu edificato secondo un piano urbanistico a spina di pesce tipico del Medioevo, estendendosi da La Civitella (posta nella parte alta del paese), fino al mare.

Era circondato da mura perimetrali con tre porte d'accesso, e difeso da dodici torri. Oggi sono visibili parte di due torri dell’epoca, fortemente danneggiate durante la Seconda guerra mondiale: la Torre d’Argento, la Torre dei Masci. Nel punto più alto della Civitella si erge un palazzo nobiliare, edificato nel XVII secolo, impropriamente denominato Torre Ciarrapico, oggi sede del Museo Navale “Enzo Maio Masci”.

Nel500 Francavilla era Feudo di Costanza d’Avalos, membro della potente famiglia titolare dei marchesati di Vasto e Pescara che, tranne una breve parentesi seicentesca, dove fu ceduto prima ai Caracciolo poi ai Di Palma, ne detennero la proprietà fino al XVIII secolo.

Con l'apertura della tratta ferroviaria Ancona-Pescara-Bari del 1865, iniziò a svilupparsi sulle rive dell'Adriatico il quartiere della Marina con al centro il Palazzo della Sirena edificato nel 1887 ad opera di Antonino Liberi.

Fu tuttavia nei decenni successivi, e in particolare a partire dagli anni Ottanta dell'Ottocento, che Francavilla acquistò notorietà a livello nazionale grazie alle capacità e allo spirito di iniziativa di Francesco Paolo Michetti, che creò attorno alla sua persona un cenacolo letterario ed artistico con sede prima in un suo studio nella Marina, poi in un ex convento dei frati minori dell’osservanza, divenuto noto come convento Michetti, da lui acquistato nel 1885.

Durante la Seconda guerra mondiale Francavilla fu minata e fatta brillare dalle truppe tedesche in ritirata con la distruzione della quasi totalità del patrimonio edilizio cittadino. Stesso destino ebbe la chiesa di Santa Maria Maggiore, comunemente denominata San Franco in omaggio al Patrono della città, oggi monumento nazionale, ricostruita completamente tra il 1948 e il 1957 su progetto dell’architetto Ludovico Quaroni. La nuova chiesa fu decorata da Pietro Cascella, noto scultore e pittore italiano contemporaneo. La stessa custodisce inoltre un prezioso ostensorio tardo gotico del 1413 opera dell’orafo Nicola da Guardiagrele.

Percorrendo il borgo antico da non perdere in Piazzetta Masci il murales “Lu pesce va nudo” del pittore e fotografo locale Emilio Patrizio e in Piazza Semproni quello dello street artist Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo.

 

Francesco Paolo Michetti

Francesco Paolo Michetti (1851-1929) è stato un pittore e litografo italiano, uno dei maggiori esponenti del movimento pittorico verista e uno dei principali protagonisti del panorama artistico della fine dell'Ottocento in Italia.

Nato a Tocco da Casauria, in Abruzzo, Michetti si formò prima all'Accademia di Belle Arti di Napoli e poi sviluppò il suo stile artistico a stretto contatto con la tradizione pittorica napoletana e quella delle regioni meridionali d'Italia. La sua arte si caratterizza per una forte attenzione alla luce, ai colori vivaci e a un realismo che cerca di cogliere l'anima della vita quotidiana e del paesaggio.

Michetti fu profondamente legato alla sua terra, l'Abruzzo, e nutriva un forte senso di appartenenza e di impegno verso la sua regione. La sua passione per l'Abruzzo e il desiderio di vederlo valorizzato non si limitavano solo all'arte, ma si estendevano anche a temi politici e sociali.

Era noto anche per la sua collaborazione con altre figure di spicco dell'epoca, come Giacomo Puccini,

per il quale creò una scenografia per un'opera.

Tra le sue opere più celebri ci sono i ritratti, i paesaggi e le scene di vita popolare, con una particolare predilezione per l'ambiente rurale dell'Abruzzo. Tra le sue opere più importanti si possono citare “La Figlia di Iorio, Gli Storpi” e “Le Serpi”.

Nel corso della sua carriera, Michetti fu anche molto impegnato nel promuovere l'arte e la cultura della sua terra natale. Inoltre, fu una figura di riferimento per molti altri artisti della sua generazione, e il suo studio a Francavilla al Mare prima, il convento Michetti dopo, divennero un punto di incontro per intellettuali e pittori, tra i quali Gabriele D'Annunzio e Francesco Paolo Tosti.

Palazzo San Domenico, ex convento domenicano del XVII secolo, oggi ospita il “MuMi” – Museo Michetti, inaugurato nel 1997. La struttura, sede di eventi culturali e mostre temporanee, nelle sale ipogee espone due grandi tele michettiane “Gli Storpi” e “Le Serpi”, presentate all’Esposizione universale di Parigi del 1900. Al primo piano hanno sede la Fondazione Michetti, che dal secondo dopoguerra ogni anno organizza un importante Premio nazionale di pittura, e un Museo di arte contemporanea.

 

L’evoluzione paesaggistica del territorio di Francavilla al Mare

Sino alla fine del Settecento la costa teatina disponeva di una grande estensione di territorio boscato compreso tra il tratturo L’Aquila-Foggia e la costa adriatica. Ǫuesta grande selva dominata da una specie di quercia sempre verde, il Leccio (Ǫuercus ilex), tipica delle aree costiere mediterranee, fu per oltre due terzi tagliata tra il 1806 e i due decenni successivi per ricavare spazi coltivi o per la vendita del legname.

Un secondo forte impulso al disboscamento dei lembi forestali residui si verificò tra il 1863 e il 1872 durante la costruzione della “Ferrovia adriatica”. Il legname prodotto dal disboscamento fu utilizzato anche per realizzare le traversine ferroviarie.

Oggi il tratto tra Ortona e Vasto è stato dismesso dalle Ferrovie dello stato a favore di un tracciato più interno consentendo così la realizzazione della ciclabile della Costa dei Trabocchi proprio sul primo tracciato realizzato.

L’impulso finale al disboscamento fu dato dalle grandi guerre mondiali e dal successivo sviluppo urbano della città di Francavilla.

Di quei grandi boschi rimane oggi un piccolo lembo relitto, in quelle aree scoscese dove era impossibile ricavare terreni da coltivare o disboscare. Oggi questa fascia boschiva relitta, chiamata dai francavillesi Bosco Pampaluccio, cuce l’area urbana di Francavilla al Mare ai retrostanti campi coltivi, cerniera tra costa ed entroterra, tra due volti della stessa medaglia.

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